Le 10 salite più iconiche del Lago di Como


Dopo le 10 salite più dure del Lago di Como, è tempo di individuare le 10 salite più iconiche nell’area del lago di Como (fino a 15 km dalle sue sponde per essere precisi!). Ovviamente sul primo posto c’è poco da discutere, ma sul podio in generale c’è poco da poter discutere! Le altre salite sono considerate per la loro importanza storica in gare professionistiche di ciclismo (Lombardia e Giro d’Italia su tutte).
1. Madonna del Ghisallo
Il Ghisallo è la salita-simbolo del ciclismo sul Lago di Como: un nome che nel mondo delle corse si associa subito al Giro di Lombardia, ma anche a tutto ciò che c’è “in cima”. Qui infatti non si arriva solo a un colle: si arriva al Santuario della Madonna del Ghisallo, proclamata Patrona dei ciclisti nel 1949, e al Museo del Ciclismo, che negli anni ha trasformato questo luogo in una tappa di riferimento per appassionati da tutto il mondo.A livello di importanza in gara, il Ghisallo è diventato negli anni più un simbolo che un’ascesa decisiva. Introdotto per la prima volta nel 1919 (verifica e conferma), è stato la salita più selettiva fino all’introduzione del Muro di Sormano, risultando davvero difficile per i rapporti dell’epoca e le condizioni della strada, sterrata fino al dopoguerra (verifica e conferma). Oggi si è trasformato in un simbolo di festa: le campane della cappella che suonano al passaggio dei corridori e la numerosa folla sempre presente in cima, un momento imprescindibile per ogni Giro di Lombardia.

2. Muro di Sormano
Dopo il Ghisallo, il nome più “automatico” quando si parla di ciclismo sul lago è lui: il Muro. È iconico perché non è solo una salita ripida: è un pezzo di storia del Lombardia. È stato affrontato nei primi anni ’60, poi abbandonato per decenni, e dal 2012 è tornato a far parte del percorso in varie edizioni moderne. Il Muro è breve, ma con pendenze terribili che raggiungono il 25%.

3. Civiglio
Ormai il vero finale “classico” quando il Lombardia arriva a Como. Una salita dura, quasi costantemente attorno alla doppia cifra, e a pochi km dall’arrivo: proprio per questo è diventata un punto di riferimento negli ultimi anni con arrivo a Como, addirittura con doppio passaggio nel 2024!
4. La Valfresca (San Fermo)
Nonostante sia una salita piuttosto breve e non particolarmente dura, lo strappo della Valfresca / San Fermo della Battaglia è stato più volte decisivo in anni recenti durante il Lombardia con arrivo a Como. Il motivo è semplice: è una salita, piazzata nel punto giusto del percorso, con lo scollinamento vicino al traguardo — quindi perfetta per l’attacco decisivo.
5. La Nesso (Colma di Sormano from Nesso
L’ascesa alla Colma di Sormano è una new entry nel Giro di Lombardia da questo versante, percorsa solo nel 2024, e ha già “fatto la storia” perché è proprio su questa ascesa che Pogačar ha costruito la sua azione decisiva (attacco a grande distanza dall’arrivo).Parliamo di 13 km impegnativi: Pogačar ha spianato ogni record nel 2024, a discapito di anni di sforzi dei ciclisti locali, scalando la Nesso in 30 minuti e una manciata di secondi! Provate il vostro tempo di salita e vediamo come ve la cavate.
6. Piani Resinelli
Polo turistico per i milanesi negli anni 60 del boom economico, i Piani Resinelli hanno due arrivi che contano: due arrivi di tappa del Giro d’Italia, nel 1962 e nel 2012 (con la indimenticabile vittoria di Rabottini nel 2012).I Resinelli negli anni hanno un po’ perso la loro importanza turistica: gli anni d’oro (quando addirittura si progettava una funivia da Lecco fino oltre i 1250 m dei Piani!) sono ormai alle spalle, e lo testimonia anche il “Condominio Grattacielo” posto in cima, costruito in quell’epoca e oggi ormai fatiscente. La salita in bici, però, è rimasta un riferimento: pendenze piuttosto regolari e tanti tornanti numerati che sono un vero piacere da percorrere su due ruote.
7. Valico di Valcava
Salita appena a sud di Lecco e collegamento con la bergamasca, e teatro importante per il Lombardia di metà/fine anni 80 (Alberto sicuramente se la ricorda bene!). Una salita molto impegnativa soprattutto nel finale: nel 1986 Fignon dovette mettere il piede a terra, episodio rimasto nelle cronache.Passaggi al Giro d’Italia: 2012 e 2023 (in entrambi i casi come GPM/valico di giornata).
8. Passo San Marco
Non esattamente sul lago (Morbegno, circa 15 km a nord del lago) ma comunque una famosa salita “della zona”, il temibile Passo San Marco è un vero passo alpino che, salendo a 2000 metri, collega la Valtellina alle valli bergamasche.Scalato in diverse edizioni del Giro d’Italia (1986, 1987, 1988, 2007), è una salita imperdibile se vi trovate per qualche giorno sul lago di Como.
9. Villa Vergano ('Strappo dell'Alpino')
Una ascesa breve ma un vero e proprio piccolo Muro (con tratti molto ripidi fino al 19%) che ha deciso ben 3 volte il finale del Giro di Lombardia, dal 2011 al 2013, quando la corsa arrivò a Lecco per le uniche tre volte e la salita fu “spianata” da Joaquim Rodríguez, che vinse due edizioni e qui si è tolto belle soddisfazioni.Dalla cima si scende in picchiata a Lecco: una combinazione molto “da classica”, dove salita e discesa contano insieme.
10. Colle Brianza and Lissolo
Altre salite poste nell’Alta Brianza, non esattamente sul lago ma a pochi km e con una storia indissolubile col lago di Como. Per diversi anni erano le due salite decisive quando il Lombardia arrivava a Milano e Monza (arrivi a Milano: 1905–1960 e 1984–1989; arrivi a Monza: 1990–1994), gli ultimi due “baluardi” da superare prima della cavalcata finale!Oggi meno decisive per il Lombardia, ma ancora protagoniste della “classica brianzola”, la Coppa Agostoni, dove dal 2010 Colle Brianza e Lissolo sono il cuore del circuito ripetuto più volte.E spesso anche del Piccolo Giro di Lombardia / Il Lombardia Under 23: nelle edizioni recenti il percorso include regolarmente Colle Brianza nei circuiti finali.Una salita simbolo della Brianza lecchese e non solo: la domenica mattina ma anche in settimana il Colle è battutissimo dai ciclisti locali, che passano innumerevoli dai suoi infiniti versanti.
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